Situata  all’angolo tra Via G. Marconi, già Via del Popolo, e Via Concezione, è a pochi passi dal Corso Umberto all’altezza della Chiesa di San Giuseppe.
La sua fondazione risale agli inizi- del ‘600.  Il portale di puro stile arabo-normanno proviene dalla distrutta Chiesa di S. Nicolò esistente in Adragnus.
A seguito del terremoto del 1968 subì gravi danni. Venne consolidata e restaurata in fasi successive tra il 1974 e il 1984.
La pitturazione dell’intera chiesa è stata ripresa come in originale dal decoratore Tommaso Montana.

L’escursione verso il nord della città ci porta nella Piazza Baldi Centellis, chiamata così in ricordo dei primi marchesi della Sambuca, ma principalmente a memoria di Donna Giulia, marchesa, e della sorella Maria che nella prima metà del 600 finanziarono la costruzione del monumentale tempio, la Matrice, che domina questa piazza.
La Chiesa occupa una parte dell’antico Castello di Zabut e tutta la parte della primitiva Chiesa di S. Pietro Apostolo costruita intorno al 1420. La nuova costruzione del 600 è quella che possiamo ammirare oggi anche se gravemente danneggiata dal terremoto del 1968. Si tratta di una chiesa a tre navate, divise da colonnati che sorreggono archi a tutto sesto. Di forma a croce romana, nel punto in cui il transetto si interseca con la navata centrale s’innalza la cupola di ispirazione. rinascimentale. I muri, le colonne, le volte reali, i basamenti ciclopici di pietra tufacea dura conferiscono al tempio un rigore e un’armonia claustrale che conquista il visitatore. Il campanile, che culmina a guglia piramidale, coperta da quadrelli di ceramica policrome e sorretta da enormi ma armoniose foglie d’acanto scolpite nella dura pietra del tufo, è un raro gioiello che non è facile trovare nell’architettura d’epoca della Sicilia occidentale. Opera di artigianato locale che lavorò sotto la guida di ingegneri palermitani, la Matrice è ricca di stili compositi: il portale di rozzo stile arabo-normanno proviene di sicuro da una delle chiese della distrutta Adragnus; mentre tutto l’ornato del portale della fiancata destra che si affaccia sulla Piazza Baldi Centellis è ispirata a motivi rinascimentali commisti a delicati influssi barocchi.
Nell’interno sono da ammirare un trittico ligneo della Crocifissione con i Santi Giovanni Evangelista e Maria di Magdata sullo sfondo di una grande pala lignea raffigurante in bassorilievo l’«Albero dei Martiri» con al posto dei frutti reliquiari; L’opera proviene dalla scuola trapanese del 600; una tela raffigurante i Tre Santi incoronati della Scuola del Novelli; un affresco staccato dalla parete di una cappella della Chiesa di S. Giorgio, attribuito al sambucese Turano; un’acquasantiera di scuola gaginiana; la grande pala dell’altare maggiore raffigurante l’Assunzione di ispirazione tintorettiana ed altre tele delle scuole siciliane del 700.